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Osservatorio Giovani OCPG

Giovani e Anziani: crescere e invecchiare in un'area interna

Il 30 ottobre 2025, presso l'Aula Consiliare del Comune di Sant'Angelo a Fasanella, si è svolto il primo incontro del percorso "Un'Ora d'Area", l'iniziativa promossa dall'Ufficio di Coordinamento d'Area Cilento Interno per favorire il dialogo e la partecipazione nei ventinove Comuni dell'area. L'appuntamento, dedicato al tema "Giovani e Anziani: crescere e invecchiare in un'area interna", ha aperto un ciclo di incontri itineranti che intendono costruire, attraverso l'ascolto e il confronto, una visione condivisa di sviluppo sostenibile e coeso per il Cilento interno.


Ha introdotto i lavori il sindaco del comune di Sant' Angelo a Fasanella, Bruno Tierno, che ha espresso gratitudine per la scelta del tema e per la partecipazione di rappresentanti istituzionali, del mondo accademico e dell'associazionismo. Tierno ha sottolineato come il rapporto tra giovani e anziani rappresenti una risorsa preziosa per le comunità dell'interno e come proprio dalla cooperazione intergenerazionale possano nascere strategie di resilienza e innovazione sociale. Ha invitato a superare la narrazione fatalistica della marginalità, affermando che le aree interne non devono essere considerate territori destinati a morire ma spazi di opportunità, dove "resistere" significa costruire quotidianamente nuove forme di coesione e partecipazione civica.


A seguire è intervenuto Girolamo Auricchio, presidente del "Cilento Interno", che ha posto l'accento sulle criticità strutturali del territorio: isolamento infrastrutturale, riduzione demografica, carenza di servizi e sanità fragile. Auricchio ha denunciato l'assenza di un'adeguata attenzione politica verso le aree montane e ha richiamato la necessità di un'azione coordinata dei sindaci per difendere i diritti dei cittadini e ottenere una rappresentanza effettiva. Pur delineando un quadro complesso, ha espresso fiducia nella possibilità di invertire la rotta attraverso una visione condivisa di sviluppo territoriale che valorizzi l'agricoltura, la filiera locale e il turismo sostenibile, restituendo dignità e vitalità economica ai piccoli comuni.


Il collegamento con Emilia Narciso, presidente UNICEF Campania, ha introdotto il contributo delle organizzazioni sociali. Narciso ha ricordato il ruolo dell'UNICEF come amplificatore delle istanze dei territori, sottolineando l'importanza di costruire politiche territoriali innovative a partire dall'ascolto dei bisogni reali delle comunità e dei minori. Ha evidenziato il potenziale delle aree interne come laboratori di buone pratiche capaci di generare nuovi modelli di sviluppo centrati sui diritti e sulla partecipazione.


Subito dopo è intervenuto Don Domenico Rossi, che ha richiamato l'attenzione sul valore della sinergia istituzionale e sull'urgenza di una collaborazione concreta tra i Comuni del territorio. Ha invitato gli amministratori a mettere da parte le divisioni personali per favorire la costruzione di un progetto comune, ricordando che la "civiltà di un paese si misura da come tratta i propri anziani". Il sacerdote ha sottolineato la necessità di restituire agli anziani un ruolo attivo nelle comunità e di promuovere luoghi e momenti di socializzazione che rafforzino il senso di appartenenza e continuità tra le generazioni.


Virginia Meo, di UNICEF Italia, ha approfondito i risultati della ricerca condotta dall'Ufficio di Ricerca Internazionale UNICEF Innocenti sulle aree interne del Cilento. Nel suo intervento ha spiegato come i bambini e gli adolescenti che vivono in territori marginali siano spesso invisibili nelle politiche pubbliche, diventando minoranze non solo numeriche ma anche sociali e culturali. Ha proposto l'utilizzo della "lente dei diritti dell'infanzia" come strumento di analisi e di progettazione, capace di orientare tutte le politiche - non solo quelle educative - verso un approccio realmente inclusivo. Ha inoltre illustrato strumenti operativi come i Patti Educativi di Comunità e i modelli di partecipazione dei minori, sottolineando che "fare politiche per i giovani significa costruirle con i giovani", affinché possano influire concretamente sulle decisioni che li riguardano.


A seguire, Giorgia Iovino e Andrea Orio dell'Osservatorio Giovani OCPG dell'Università di Salerno hanno presentato i risultati delle ricerche svolte sulle aree interne e sul Cilento. Giorgia Iovino ha illustrato una mappatura aggiornata dei processi di spopolamento e invecchiamento, evidenziando come la Campania sia tra le regioni più colpite dal declino demografico e come il Cilento interno presenti indici di vecchiaia e perdita di popolazione tra i più elevati del Paese. Ha descritto il contributo potenziale degli anziani come "custodi della memoria e della cultura locale", sottolineando l'importanza di valorizzare il loro ruolo nella narrazione e nella trasmissione dei saperi tradizionali. Le interviste condotte sul territorio hanno messo in luce, accanto al forte legame affettivo con i luoghi, un senso diffuso di smarrimento e la percezione di un indebolimento del tessuto comunitario.


Andrea Orio ha proseguito analizzando la condizione giovanile nelle aree interne, interpretata attraverso le categorie dell'intergenerazionalità e dell'intersezionalità. Ha spiegato come giovani e anziani condividano, pur in modi diversi, una condizione di vulnerabilità e marginalità che può però trasformarsi in risorsa se affrontata in chiave cooperativa. Ha evidenziato la crescente presenza di fenomeni di "neoruralismo giovanile", che mostrano un desiderio di ritorno e di restanza attiva nei territori, purché sostenuti da infrastrutture e opportunità concrete. Orio ha inoltre rimarcato la necessità di ampliare la ricerca verso i segmenti giovanili più fragili, spesso esclusi dai processi di partecipazione, ribadendo che la sostenibilità delle aree interne passa dal coinvolgimento effettivo di tutte le fasce sociali.


Nel dibattito conclusivo, il sindaco Elio Guadagno di Ottati ha difeso l'impegno dei sindaci dell'area, affermando che oggi esiste una nuova consapevolezza e una volontà concreta di lavorare insieme. Ha ricordato che l'Unione dei Comuni e la Strategia Nazionale per le Aree Interne rappresentano strumenti essenziali per superare la frammentazione amministrativa e costruire una governance condivisa. Guadagno ha richiamato la necessità di ridurre i divari generazionali, di genere e territoriali, ribadendo che la priorità assoluta è garantire "il diritto a vivere e restare nei propri luoghi".


L'incontro si è chiuso con l'intervento della docente Francesca Romanelli, rappresentante del Forum dei Giovani, che ha portato la testimonianza di chi vive quotidianamente la sfida educativa e culturale nel territorio. Romanelli ha sottolineato il ruolo della scuola come presidio di comunità e luogo di costruzione di legami sociali, ricordando che gli insegnanti, in contesti periferici, sono spesso figure chiave di riferimento e di coesione. Ha auspicato un rinnovato dialogo tra scuola, istituzioni e famiglie, capace di rendere i giovani protagonisti di un nuovo patto generazionale basato su fiducia, ascolto e corresponsabilità.


Il primo appuntamento di "Un'Ora d'Area" ha rappresentato dunque un momento di ascolto e confronto denso di contenuti e prospettive. Dalle parole dei relatori è emersa la consapevolezza che la rinascita delle aree interne non potrà che partire dal dialogo tra generazioni, dalla valorizzazione dei saperi locali e dal rafforzamento delle reti comunitarie. Il percorso proseguirà nei prossimi mesi negli altri Comuni del Cilento interno, con l'obiettivo di raccogliere proposte, idee e testimonianze per costruire insieme comunità più coese, inclusive e resilienti.