Politiche giovanili e politiche sociali: amministrare, co-programmare e co-progettare.
Giovedì 16 ottobre 2025, presso l'Università degli Studi di Salerno, si è svolto il seminario "Politiche giovanili e politiche sociali: amministrare, co-programmare e co-progettare.", organizzato dall'Osservatorio Giovani OCPG - Policom Unisa, con il sostegno delle cattedre di Ricerca Sociale, Politiche Pubbliche, Teoria e Tecniche della Comunicazione Pubblica e Sociologia Generale del Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione (DISPC). L'iniziativa, dedicata al tema delle politiche giovanili e sociali e delle pratiche di co-programmazione e co-progettazione, è stata introdotta dalla prof.ssa Stefania Leone, Direttore Scientifico dell'Osservatorio Giovani OCPG, che ha sottolineato il valore della partecipazione attiva dei giovani e dell'ascolto territoriale come elementi fondanti per la costruzione di politiche pubbliche inclusive.
Nel suo intervento, Paola De Roberto, Assessore alle Politiche Giovanili e Sociali del Comune di Salerno, ha presentato l'esperienza amministrativa salernitana, evidenziando come le politiche sociali non possano essere disgiunte da quelle culturali e sportive, considerate strumenti fondamentali di inclusione e benessere. Ha ricordato che il Comune di Salerno ha investito 29 milioni di euro nel welfare, a cui si sono aggiunti 22 milioni di progettualità esterne, destinate in particolare alla lotta contro la povertà educativa. L'assessore ha descritto progetti innovativi come la creazione di hub socioculturali e punti di comunità per la rigenerazione urbana e la promozione della partecipazione giovanile, citando in particolare la riqualificazione dell'ex mercato rionale di Fratte, che diventerà spazio di aggregazione, coworking e avvio di start-up artigianali legate al tessile e alla multiculturalità. Altro progetto di rilievo è quello del co-housing, con un investimento di 5 milioni di euro, pensato per offrire a giovani coppie nuove forme di autonomia abitativa e sostegno alla "restanza" nei territori.
De Roberto ha inoltre posto l'accento sul potenziamento dei servizi educativi, in particolare sull'educativa scolastica per studenti con disabilità, per i quali Salerno garantisce fino a 18 ore settimanali di supporto, sottolineando l'importanza di assicurare pari diritti a tutti i cittadini. Ha poi richiamato il valore della co-programmazione e della co-progettazione come strumenti di governance partecipata, ma ha anche evidenziato le difficoltà culturali e organizzative che ancora oggi impediscono una reale comunicazione orizzontale tra enti pubblici, scuole, terzo settore e cittadini. Secondo l'assessore, la rete di collaborazione locale si presenta come una "rete a stella", ancora troppo dipendente da un centro mediatore, quando invece dovrebbe evolvere in una rete policentrica, basata sulla cooperazione e sulla corresponsabilità. Da qui la necessità, ha affermato, di un'"educazione alla cooperazione", da promuovere fin dai primi anni scolastici.
Nel dialogo con il pubblico, Andrea Orio, dottorando del Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione, ha approfondito il tema delle reti di governance, evidenziando come nella pratica amministrativa permangano difficoltà nel coordinamento tra attori pubblici e privati, nonostante l'introduzione di strumenti di coprogettazione. Ha sottolineato la necessità di superare i modelli gerarchici a favore di una partecipazione realmente condivisa, nella quale ogni soggetto possa contribuire in modo paritario alla definizione e realizzazione delle politiche.
Vittoria Di Porzio, dottoranda del medesimo Dipartimento, ha invece collegato l'esperienza salernitana al contesto europeo, richiamando la recente dichiarazione del Consiglio Europeo della Gioventù (2025), che promuove la creazione di spazi giovanili e percorsi di imprenditorialità artigianale. Ha riconosciuto nel progetto del mercato di Fratte un esempio concreto di tali politiche europee, sottolineando anche l'importanza dell'intergenerazionalità e del co-housing come strumenti non solo abitativi, ma anche relazionali, capaci di favorire l'incontro e la solidarietà tra generazioni.
Durante la discussione è emerso come la mancanza di una consolidata cultura cooperativa e l'eccessiva frammentazione territoriale rappresentino ancora i principali ostacoli allo sviluppo di politiche partecipate nel Mezzogiorno. De Roberto ha parlato di un "radicamento identitario" spesso esasperato, che si traduce in campanilismi locali e ostacola la costruzione di reti intercomunali e progetti condivisi. La riflessione si è poi estesa al tema dei bandi pubblici, criticati per la loro rigidità e per la difficoltà di adattarsi alle specificità locali; l'assessore ha auspicato un approccio più flessibile e fondato sull'ascolto dei territori, dove la progettazione dal basso possa davvero orientare le scelte delle istituzioni.
In chiusura, la prof.ssa Stefania Leone ha ribadito l'importanza della collaborazione tra università, istituzioni e giovani come condizione essenziale per costruire politiche efficaci e sostenibili. Il seminario ha offerto così un quadro ricco e realistico delle sfide e delle opportunità legate alle politiche giovanili, mettendo in evidenza come ascolto, formazione e coprogettazione rappresentino strumenti indispensabili per promuovere una cittadinanza attiva e responsabile. L'esperienza di Salerno si propone come un laboratorio concreto di innovazione sociale, ma la strada verso una governance realmente condivisa richiede ancora un profondo cambiamento culturale e organizzativo, fondato sulla fiducia, la cooperazione e la partecipazione consapevole dei giovani.

