La Giornata della Terza Missione del Dipartimento DISPC
Il 3 dicembre 2025, presso l'Aula "Cilento" del Campus di Fisciano, si è tenuto l'evento "Politiche, comunicazione e territori - valorizzazione delle conoscenze", promosso dal Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione per favorire il confronto con il territorio e condividere le progettualità di Terza Missione sviluppate negli ultimi anni. L'incontro ha rappresentato un momento di dialogo tra mondo accademico, istituzioni, imprese, associazioni e studenti, con l'obiettivo di mettere in luce il ruolo dell'università come luogo di diffusione del sapere e di costruzione di legami significativi con la società.
Ad aprire i lavori il Magnifico Rettore, prof. Virgilio D'Antonio, e il Direttore del Dipartimento, prof. Gianfranco Macrì, che hanno sottolineato l'importanza della Terza Missione come dimensione imprescindibile dell'università contemporanea. Nei loro interventi hanno evidenziato come la formazione e la ricerca possano generare valore soltanto se in dialogo costante con i territori, e come il DISPC, per la sua natura multidisciplinare, si presti in modo particolarmente efficace a sviluppare progetti che coniughino analisi critica, creatività, innovazione e responsabilità sociale. La prof.ssa Stefania Leone, delegata alla Terza Missione, ha introdotto la giornata con una panoramica delle attività in corso, richiamando l'attenzione sulla varietà e sulla ricchezza delle iniziative registrate, più di venticinque soltanto negli ultimi mesi, che spaziano dall'ambiente alle aree interne, dai giovani alla cultura, dalla comunicazione alla partecipazione civica.
A seguire, si è entrati nel merito delle progettualità attive grazie agli interventi dei docenti e dei partner coinvolti. Il prof. Antonio Lieto ha presentato le attività del laboratorio dedicato all'intelligenza artificiale, alla linguistica computazionale e alle tecnologie persuasive, illustrando ricerche sulla creatività computazionale e sugli strumenti digitali capaci di dialogare in modo naturale con gli utenti. L'intervento è stato affiancato dalla testimonianza dell'azienda NTT Data, rappresentata da Antonio Schiano, che ha raccontato il contributo dell'università nello sviluppo di sistemi conversazionali avanzati come l'assistente virtuale "Yuria". La collaborazione tra DISPC e NTT Data, ha spiegato Schiano, evidenzia il valore delle competenze umanistiche nell'innovazione tecnologica e apre nuove opportunità di tirocinio e formazione per gli studenti.
Una riflessione sul rapporto tra patrimonio culturale, giovani e partecipazione è stata proposta dalla direttrice del Parco Archeologico di Paestum e Velia, Tiziana D'Angelo, affiancata dal funzionario archeologo Francesco Scelza. Entrambi hanno illustrato il progetto "A Velia Spiegate", nato in collaborazione con l'Osservatorio Giovani e l'associazione Moby Dick, che coinvolge studenti universitari in attività di valorizzazione, accoglienza e comunicazione all'interno del sito archeologico. Daniele Cuomo, referente dell'associazione, ha ricordato che l'iniziativa prevede il riconoscimento formale delle competenze acquisite dai volontari, mettendo in relazione formazione universitaria, impegno sociale e nuove forme di cittadinanza attiva.
Un contributo significativo è venuto anche dai professori Alfonso Conte e Luca Castagna, che hanno raccontato l'esperienza della Scuola di dialogo interreligioso e interculturale realizzata nell'area di Eboli e Battipaglia, un territorio attraversato da una forte pluralità culturale e religiosa. La prof.ssa Maria Luisa Albano, rappresentante dell'associazione Mediterranea Civitas, ha descritto le attività svolte con le scuole e le comunità religiose locali, sottolineando come l'educazione al dialogo e alla comprensione reciproca rappresenti un investimento decisivo per la coesione sociale e per la costruzione di un territorio più inclusivo.
L'universo della lettura e della divulgazione culturale è stato al centro dell'intervento del prof. Filippo Fimiani e di Angela Albarano, che hanno presentato il "Libro Aperto Festival", una manifestazione letteraria che ogni anno coinvolge migliaia di studenti, famiglie e insegnanti. Hanno raccontato come il campus universitario si trasformi in un grande spazio di incontro con autori, illustratori e studiosi, e come il festival contribuisca a diffondere il valore della lettura come pratica comunitaria e come strumento di crescita sociale e personale.
La giornata ha dato spazio anche ai temi dell'ambiente e della sostenibilità con la testimonianza della prof.ssa Francesca Ecche, che ha illustrato il Festival della Natura di Ischia, realizzato in collaborazione con il CAI e con il contributo del dottorando Antonio Apicella. Un progetto che unisce escursionismo, attività scientifiche, riflessione sulle economie del territorio e coinvolgimento delle comunità locali, trasformando l'esperienza naturalistica in un laboratorio di conoscenza e cittadinanza.
Infine, il prof. Luca Carrubo, insieme ai rappresentanti di Evolution ADV, ha presentato il progetto AGRID, finanziato dal MIMIT nell'ambito della scoperta imprenditoriale, dedicato allo studio dei sistemi di profilazione contestuale e alle nuove forme di sostenibilità dell'editoria digitale. Il progetto, centrato su analisi del linguaggio, disinformazione e modelli di pubblicità responsabile, rappresenta un esempio concreto di come la ricerca universitaria possa contribuire al rinnovamento di un settore strategico come quello dell'informazione.
La giornata si è conclusa con un'attività di gaming, una simulazione di investimenti nelle politiche comunitarie in agricoltura realizzata con partner esterni, pensata per avvicinare gli studenti ai meccanismi decisionali e alle dinamiche dei finanziamenti europei. L'iniziativa ha restituito l'immagine di un Dipartimento capace di dialogare con la società, costruire reti, valorizzare competenze e promuovere un modello di università aperta, inclusiva e attenta alle trasformazioni dei territori. Dalle voci dei relatori è emersa una visione condivisa: la Terza Missione non è soltanto un insieme di progetti, ma un processo permanente di ascolto, collaborazione e responsabilità pubblica, attraverso cui l'università si fa motore di sviluppo culturale, sociale ed economico.

