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Osservatorio Giovani OCPG

Giovani e Solidarietà al Sud: Associazioni e Reti Sociali ai tempi del Covid-19

 

Si è tenuto martedì 23 febbraio 2021, sui canali social dell'Università Cattolica e dell'Osservatorio Giovani dell'Istituto Toniolo il webinar "Giovani e Solidarietà al Sud: Associazioni e Reti Sociali ai tempi del Covid-19" organizzato dall'Istituto Giuseppe Toniolo, e  dall'Università Cattolica in collaborazione con la Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale.

 

Secondo appuntamento del ciclo di webinar del nascente Osservatorio Sud dell'istituto Giuseppe Toniolo, il convegno è stato un'occasione di confronto tra il mondo accademico e il mondo del volontariato associativo sui temi della solidarietà giovanile e della sussidiarietà nel meridione durante l'emergenza sanitaria Covid-19, coinvolgendo ricercatori e referenti di organizzazioni giovanili operanti nel sud-italia.

 

L' Osservatorio giovani SUD, promosso dall'Istituto Toniolo di Milano è frutto di una collaborazione tra ricercatori e gruppi di ricerca impegnati nello studio dei fenomeni giovanili, tra questi anche la prof.ssa Stefania Leone, responsabile dell'Osservatorio Giovani OCPG del Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione dell'Università degli Studi di Salerno.

Le attività del nascente Osservatorio Giovani Sud rappresentano una nuova pista di indagine sulle opportunità, le difficoltà e le sfide delle nuove generazioni nell'area del Sud Italia. L'esperienza nell'indagare i fenomeni legati alla condizione giovanile vuole inserirsi e dialogare con le più attuali e interessanti ricerche empiriche aventi come campo di studio quello del Meridione e confrontarsi con gli studi in atto

 

 

Il convegno è stato moderato dalla dott.ssa Miriam Della Mura, assegnista di ricerca presso l'Università degli studi di Salerno, e vi hanno preso parte:

 

  • Niccolò Morelli: Università Cattolica di Milano.
  • Barbara Pierro: Associazione "Chi Rom e chi no"
  • Giovanni Savino: Cooperativa Sociale "Il Tappeto di Iqbal"
  • Ilaria Pitti: Università di Bologna
  • Maurizio de Giovanni: scrittore.

 

Il dott. Niccolò Morelli, assegnista di ricerca dell'Università cattolica di Milano, ha commentato i primi risultati di una ricerca svolta nell'ambito dell'Osservatorio Sud sull'associazionismo nelle aree metropolitane di Napoli. Sul punto, sono state condotte delle interviste a delle associazioni attive in quest'area per comprendere come sono mutate le pratiche di associazionismo durante e a seguito del periodo pandemico,quali sono i nuovi bisogni emergenti e come i giovani sono coinvolti nell'attività altruistica. 

L'emergenza sanitaria covid-19 si è riflessa in modo diverso sulle varie fasce sociali, gravando su quelle aree già da prima esposte a situazioni di crisi e fragilità. In questo scenario il ruolo dell'associazionismo diventa fondamentale per supportare la popolazione più esposta a tali rischi al fine di far fronte alle necessità (vecchie e nuove). Il dott. Morelli si è focalizzato contestualmente sulle preoccupazioni e sulle speranze per il futuro testimoniate dal mondo dell'associazionismo. Le preoccupazioni riguardano il rischio concreto di un aumento di disuguaglianze sociali ed economiche già esistenti, il venir meno di una domanda di relazione in assenza di relazioni fisiche, la perdurante assenza delle istituzioni e il problema di un ricambio generazionale. Tuttavia, nonostante le difficoltà, emerge la disponibilità da parte dei giovani a dare una mano in attività altruistiche, la capacità delle associazioni di creare una relazione di fiducia con i giovani e la capacità di creare processi cooperativi e collaborativi tra associazioni diverse, elementi che fungono da base per la rigenerazione futura del mondo associativo. 

 

Il successivo intervento è stato quello di Barbara Pierro di "Chi Rom e Chi No", associazione di promozione sociale che da circa 20 anni porta avanti percorsi di pedagogia attiva e di attivismo politico vivendo a stretto contatto con la comunità romena nel territorio di Scampia.  La condizione di marginalità sociale di questa comunità, già persistente prima del Covid, è stata acuita dalla pandemia esacerbando le difficoltà su diversi fronti quali lavoro, istruzione, forme di socialità, mezzi di prima necessità. La dott.ssa Pierro si è focalizzata sulla gravità di queste situazioni e sulle pratiche mediante cui "Chi Rom e Chi No" ha affrontato i primi mesi di pandemia da marzo 2020 in poi per fare fronte queste difficoltà.Insieme ad azioni di segretariato sociale e di sportello pedagogico sono stati centrali due iniziative: la campagna mediatica di crowdfunding dal titolo "Andrà tutto bene, ma a chi?", sottolineando in modo provocatorio le difficoltà della popolazione romena qualora escluse da aiuti statali, ed è stata messa in piedi la rete BAM (Brigata di Appoggio Mutuo) favorendo l'emersione di una rete civica e sociali con l'inclusione di reti locali e nazionale. 

 

La seconda testimonianza proveniente dal mondo associativo è stata quella di Giovanni Savino, presidente della cooperativa sociale "Il tappeto di Iqbal" attiva nel quartiere di Barra a Napoli, che dal 1999 favorisce percorsi di accompagnamento alla studio e attività laboratoriali e ricreative destinate ai giovani. Anche in questo caso il Covid.19 ha inciso pesantemente sulla regolarità delle attività associative, in merito al venire meno della relazionalità fisica con il rischio di perdere i legami maturati nel tempo con i giovani e le famiglie. Pertanto il tappeto di Iqbal ha agito in modo capillare su diversi fronti, agendo da filtro tra i giovani con le loro famiglie e altre istituzioni quali la scuola (pensiamo al problema della dispersione scolastica in questi territori) e i servizi sociali. La risorsa principale della cooperativa è stato sfruttare, quando possibile, la componente artistica che li ha storicamente caratterizzati, attraverso dei tour in italia e aprendo un campo estivo che ha ospitato una rassegna teatrale coinvolgendo diversi artisti per gli spettacoli. In questo modo sono state ottenute donazioni la cui gestione è stata strettamente attenzionata dal presidente per far fronte in modo opportuno alle esigenze dei beneficiari. 

 

La prof.ssa Ilaria Pitti, ricercatrice dell'università di Bologna, ha contribuito ad ampliare il dibattito sulla solidarietà e sulla partecipazione giovanile, lanciando spunti di riflessione in merito a tre aspetti centrali : soggetti, pratiche e territorio. Riflettendo sulla natura della partecipazione giovanile nella società, non come corpo estraneo ma come parte integrante di reti cooperative presenti sul territorio, emerge la capacità di mediazione dei giovani tra gruppi sociali che altrimenti non comunicherebbero tra loro. Allo stesso modo le pratiche partecipative si muovono entro confini ibridi che abbracciano discorsi che solo nominalmente sono tenuti separati, quali la vita quotidiana e la sfera istituzionale, le pratiche di volontariato e le pratiche politiche. Infine la partecipazione giovanile plasma il territorio e si sviluppa come attività di appropriazione e risignificazione di quest'ultimo. L'intervento della prof.ssa Pitti si è pertanto sostanziato nei seguenti interrogativi: 

 

  1. quali sono gli elementi su cui si basa la comunicazione tra i gruppi sociali che i giovani riescono a mettere in contatto tra loro?
  2. quali opportunità e sfide comportano le identità ibride che emergono dai progetti associativi?
  3. quali sono gli elementi del territorio (napoletano, nel merito) su cui la partecipazione dal basso dovrebbe intervenire o potrebbe costruire?

 

Ultimo intervento è stato quello dello scrittore e autore televisivo Maurizio De Giovanni, il quale ha messo in luce le specificità di Napoli come metropoli nel contesto nazionale e europeo, distinta come territorio illeggibile sulle stesse premesse di altre città per via delle difficoltà che la caratterizzano. La pandemia ha notevolmente acuito le differenze interne al territorio mettendole ulteriormente in evidenza. De Giovanni ha da un lato denunciato tale situazione focalizzandosi sull'assenza dell'intervento istituzionale nel territorio napoletano, problema risalente e oggi ancor meno sopportabile, e sul problema della dispersione scolastica, in parte connesso al problema del reclutamento dei giovani in contesti criminali, che rischia di essere acuito dalla DAD in quanto foriera di disparità legate all'accesso alla connessione internet e ai computer. Dall'altro lato ha ulteriormente lodato e evidenziato l'operato delle associazioni del territorio in questo contesto storico, spesso sostituendosi all'azione dello stato e sottolineando la necessità di una presenza maggiore da parte di quest'ultimo. 

 

Nella parte finale del convegno sono stati fatti ulteriori approfondimenti dai partecipanti, in parte basati sugli spunti di riflessione lanciati dalla prof.ssa Ilaria Pitti. Il dott. Morelli ha ribadito la capacità da parte delle associazioni di creare al momento dei legami di prossimità che altre istituzioni (es. la scuola) non riescono in quanto in crisi e evidenziato la centralità dei giovani nella costruzione di identità e pratiche condivise quando diventano protagonisti di situazioni partecipative. Barbara Pierro ha declinato il tema dell'ibridazione delle pratiche nella realtà concreta di "Chi Rom e Chi No" in merito alla volontà di mettere in connessione diversi linguaggi dell'esperienza giovanile. Ciò che fa l'associazione è cercare di portare avanti la propria azione adottando i linguaggi artistici, culturali, sociali e politici dei giovani, cercando di proporre dei modelli identitari e culturali alternativi ad un immaginario preconfezionato o fuorviante. Infine Giovanni Savino ha ribadito la centralità del Tappeto di Iqbal in veste di unica associazione presente all'interno di un quartiere carente di servizi pubblici e sulle difficoltà di avanzare proposte di rilancio del territorio a causa dell'assenza delle istituzione o della diffidenza degli attori politici. 

 

 

 

Video del webinar "Giovani e Solidarietà al Sud: Associazioni e Reti Sociali ai tempi del Covid-19."

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  • Giovani e Solidariet al Sud: Associazioni e Reti Sociali ai tempi del Covid-19
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